Nell’affascinante mondo del design, pochi oggetti possono combinare funzionalità e arte, incarnando perfettamente il concetto di icona come la sedia.
Questo elemento d’arredo, apparentemente semplice e presente in ogni casa, è il più utilizzato nella vita quotidiana e al tempo stesso uno dei più sofisticati dal punto di vista progettuale, frutto di una continua ricerca mossa dalla passione per il design. Dietro la sua apparente semplicità, c’è il genio creativo di chi la ha ideata, trasformandola in simbolo di potere, estetica e innovazione.
La storia della sedia: un percorso millenario delle sedie famose iconiche
La sedia è al centro di una lunga evoluzione la cui storia è antichissima. Nell’Antico Egitto, la sedia era un simbolo di autorità, riservata ai faraoni, come spesso rappresentato nell’arte e nei repertistorici. Nell’Impero Romano, si evolse per diventare più funzionale, mentre durante il Medioevo si arricchì di intagli decorativi e tessuti pregiati, riservandosi alle classi nobili.
Con il Rinascimento, la sedia iniziò a diffondersi tra un pubblico più ampio, diventando un elemento progettato con crescente attenzione all’estetica e al comfort.
La rivoluzione industriale e il cambiamento del design
La svolta nel design della sedia avvenne con la rivoluzione industriale tra il XIX e il XX secolo. In questo periodo, la sedia si trasformò da semplice elemento funzionale a oggetto di sperimentazione artistica e tecnologica. Progettisti visionari hanno iniziato a esplorare nuovi materiali, come legno curvato, metallo, fibra di carbonio e poliuretano espanso, creando pezzi che hanno fatto la storia del design.
La sedia come opera d’arte
Oggi molte sedie sono considerate vere e proprie opere d’arte, simbolo di creatività e ingegno di importanti firme di designer di fama mondiale, che hanno dato vita a oggetti capaci di attraversare decenni e raccontare epoche. Alcuni modelli, veri e propri capolavori di design, sono esposti in prestigiosi musei come il MoMA di New York e il Vitra Design Museum in Germania.
Simbolo di eleganza e creatività
Una sedia non è solo un elemento d’arredo: è una presenza capace di trasformare un ambiente, rendendolo elegante e sofisticato. Ogni modello è frutto di intuizione artistica, capacità progettuale in equilibrio tra forma e funzione, innovazione e tradizione.
Le sedie famose e iconiche che hanno fatto la storia del design
Abbiamo selezionato venti sedie che, secondo noi, rappresentano i modelli più iconici della storia del design. Ognuna di esse incarna creatività, ingegno e un valore storico inestimabile. Scopri con noi quali sono queste opere d’arte e come hanno cambiato il modo di concepire l’arredamento.
1. 1807 – LA CHIAVARINA – GIUSEPPE GAETANO DESCALZI
La sedia CHIAVARINA fu inventata nel 1807 da un abile ebanista di Chiavari: Giuseppe Gaetano Descalzi, detto “Campanino”. Su richiesta del marchese Rivarola, Descalzi rielaborò modelli di sedie francesi, semplificandone le decorazioni e perfezionandone la struttura.
Il risultato fu un prodotto elegante, leggero ed estremamente robusto, realizzato in legno di faggio e caratterizzato da una seduta impagliata a mano con canna d’India.
Il successo della Chiavarina fu immediato, tanto che la sua produzione si diffuse rapidamente nella zona di Chiavari, con la nascita di numerose manifatture artigianali. Questo capolavoro di design conquistò personaggi illustri dell’epoca, tra cui Carlo Alberto di Savoia, Napoleone III e lo scultore Antonio Canova. Anche il celebre architetto e designer Gio Ponti si ispirò a questa icona per creare la sua celebre sedia Superleggera.
Ancora oggi, la sedia Chiavarina è prodotta da diversi artigiani che ne mantengono viva la tradizione, soprattutto nella zona di Chiavari, continuando a rappresentare un simbolo di qualità, eleganza e maestria artigianale italiana.
2. 1860 – SEDIA N.14 – MICHAEL THONET
Ideata da Michael Thonet nel 1860, la SEDIA N.14 è la più famosa sedia prodotta ancora oggi dall’azienda Thonet. E’ stata subito connotata come la sedia da bistrot, conosciuta anche come sedia Vienna, venne realizzata con una tecnologia emergente dell’epoca che sfruttava il vapore per ammorbidire e curvare il legno. Per il suo design semplice e il prezzo abbordabile ebbe un immediato successo nel mercato del mobile, mantenendolo nel tempo.
3. 1903 – HILL HOUSE 1 – CHARLES RENNIE MACKINTOSH

Disegnata dal grande architetto, designer e pittore Scozzese Charles Rennie Mackintosh, per il progetto della Hill House in Scozia da cui prende il nome.
La sedia HILL HOUSE 1 è iconica e senza tempo, realizzata originariamente in legno massello, presenta un’inconfondibile forma geometrica, caratterizzata da uno schienale alto con di linee verticali e orizzontali.
Minimalista ma di grande presenza scenica, un pezzo intramontabile considerato ancora oggi un autentico capolavoro di design. Maestri ebanisti di Meda la riproducono ancora oggi per Cassina.
4. 1917 SEDIA ROSSA E BLU – GERRIT RIETVELD
Ideata e progettata nel 1917 dal designer Olandese Gerrit Rietveld, ultimata solo dopo il suo ingresso nel gruppo “De Stijl”, un movimento artistico, conosciuto anche come Neoplasticismo, nato nei Paesi Bassi, che si prefiggeva una forma d’arte essenziale e geometrica, proprio come questa sedia.
E’ costituita da quindici listelli in legno di faggio neri con testate gialle che formano un intreccio di linee verticali e orizzontali nel quale si inseriscono schienale e seduta laccati di rosso e di blu, l’aspetto cromatico è un tratto distintivo.
Una sedia quasi priva di massa o volume, che non interrompe lo spazio nel quale si colloca ma lo accende; lo schienale, svincolato dalle gambe posteriori, genera un effetto di sospensione.
Lo stesso Rietveld ripeteva che ha disegnato questa sedia affinché fosse “sufficientemente confortevole per il relax e per il risveglio della coscienza” .
Theo van Doesburg la definì una “scultura astratta-realistica per gli interni delle nostre case future”
La SEDIA ROSSA E BLU è oggi esposta al Museum of Modern Art di New York.
5. 1926 – S34 – STAM DI MART STAM
Nel 1926 l’urbanista e designer Olandese Mart Stam, sperimenta per primo un innovativo e rivoluzionario concetto di sedia cantilever – a sbalzo – attraverso l’assemblaggio di tubi del gas collegati tramite flange, dando vita alla S 34, un vero e proprio esempio di design del XX secolo. Questa sedia presenta due soli montanti ripiegati a terra e la seduta è collegata orizzontalmente da un tubo in acciaio curvato e continuo; rivestimento, seduta e schienale sono in cuoio pieno fiore.
Fu lanciata a Stoccarda nel 1927 durante l’ esposizione del Werkbund Die Wohnung e prodotta dall’azienda tedesca Thonet, è stata oggetto di accesi contenziosi tra Starm e i suoi colleghi della scuola Bauhaus del calibro di Mies Van Der Rohe e Marcel Breuer, che ripresero la sedia rielaborandola di alcuni particolari. La sedia S 34 è un pezzo di storia del design contemporaneo che ancora oggi viene prodotta dal brand Thonet.
6. 1929 MR MIES – MIES VAN DER ROHE
Ed ecco la risposta alla sopracitata S-34 di Stam, rivisitata di alcuni dettagli nel 1929 dal maestro indiscusso Ludwig Mies Van Der Rohe, architetto e designer Tedesco, ai tempi della scuola Bauhaus di cui era docente.
La MR MIES è una sedia a sbalzo dalla linea moderna e leggera, con struttura tubolare d’acciaio cromato e schienale e seduta rivestiti in cuoio o pelle. E’ tra le sedie che hanno lasciato un segno indelebile nel design moderno, inconfondibile la firma, un vero e proprio cult del brand Knoll.
7. 1934 SEDIA ZIG ZAG – GERRIT RIETVELD
Ritroviamo il genio di Gerrit Rietveld in un’opera che dietro l’apparente semplicità nasconde un progetto veramente complesso.
Il designer olandese, di cui abbiamo conosciuto la Sedia Rossa e Blu prodotta circa 17 anni prima, investì buona parte della sua carriera nello studio del concetto di piegabilità: la sua sfida era quella di ottenere strutture tridimensionali – come una sedia, appunto – partendo da un elemento piano. Con questo progetto, l’obiettivo di Rietveld era quello di ottenere una forma senza soluzione di continuità fra gli elementi che la compongono e nella Sedia ZIG ZAG, infatti, l’unico elemento altro non è che un tubolare metallico con un profilo a “S”, che va a formare schienale, seduta e gambe in un’unica linea, dando vita ad una delle sedie più ricercate. E’ ancora in produzione con il brand Cassina.
8. 1946 – DSW CHARLES & RAY EAMES
La Dining Height Side Chair Wood Base (DSW), progettata dalla coppia di designer Statunitense Charles & Ray Eames.
Charles Eames, figura poliedrica e visionaria, si è distinto come architetto, designer e regista, la sua filosofia progettuale si basava sulla praticità: ogni creazione doveva nascere da un’esigenza concreta.
Questo progetto di coppia del 1946 fu lanciato al Concorso Internazionale di Design di Mobili a Basso Costo, indetto dal MoMA di New York, con l’intento di rispondere alle necessità abitative del dopoguerra. Fin dal suo debutto, la DSW ha conquistato pubblico e critica per la sua robustezza, facilità di pulizia e versatilità, dopo più di 70 anni, ancora oggi rimane un simbolo di funzionalità e stile senza tempo .
La sua prima versione era in metallo stampato, poi sostituito dalla fibra di vetro, attualmente viene prodotta da Vitra in plastica riciclata post consumo per rispondere ad esigenze di ecosostenibilità con modelli personalizzabili e un’ampia gamma di colori.
9. 1949 – 832 LUISA – FRANCO ALBINI
La sedia 832 LUISA, vincitrice del Compasso d’Oro nel 1955, è uno dei capolavori di Franco Albini, tra i più importanti architetti e designer italiani del Novecento. Caratterizzata da linee geometriche, squadrate e pulite, che sono i tratti distintivi dell’estetica di Albini, si distingue per un design essenziale e raffinato, che coniuga robustezza costruttiva e leggerezza visiva.
I suoi volumi spezzati, con schienale e seduta separati, e i dettagli negli incastri e nei punti di connessione, le conferiscono una semplicità solo apparente. Grazie alla sua versatilità, la sedia si adatta perfettamente a diversi contesti, dagli studi alle sale da pranzo, fino ai ristoranti eleganti. LUISA è stata realizzata in cinque versioni: la prima nel 1939, seguita da quelle del 1942, 1949, 1950 e 1954. Solo nel 2008, con la messa in produzione da parte di Cassina S.p.A., il progetto ha ricevuto il suo nome definitivo, scelto per omaggiare Luisa, assistente di Albini e moglie del suo collaboratore Gino Colombini.
Questo arredo iconico, esempio di tecnica e materia, rappresenta appieno la poetica di Albini, con la sua espressività e la sua valenza storica continua a essere un simbolo di eleganza e funzionalità.
10. 1949 – SEDIA CH24 WISHBONE CHAIR – CARL HANSEN & SON
La CH24 WISHBONE CHAIR, progettata da Hans Jørgen Wegner nel 1949 per Carl Hansen & Søn, è un’icona del design scandinavo, capace di catturare l’attenzione per il suo fascino senza tempo.
Questo classico intramontabile, caratterizzato dall’inconfondibile schienale a forma di Y, combina eleganza e funzionalità, offrendo un supporto confortevole e una stabilità ottimale.
Realizzata con diverse tipologie di legno e finiture, la Wishbone Chair rispetta alti standard di ecosostenibilità grazie all’utilizzo di materiali provenienti da segherie danesi e nordamericane. La seduta è disponibile in carta intrecciata, sia naturale che nera, aggiungendo un tocco artigianale e raffinato.
Hans Jørgen Wegner è considerato una figura fondamentale nella storia del design danese e uno dei migliori progettisti di sedie del Novecento. Formatosi come ebanista, Wegner ha sempre mantenuto un forte legame con il legno, materiale che ha saputo valorizzare attraverso forme armoniose e organiche. Ispirandosi alla tradizione artigianale scandinava, ha intrapreso un processo di continua semplificazione e purificazione delle forme, perseguendo la funzionalità perfetta.
Durante la sua carriera, Wegner ha progettato oltre 500 sedie, tra cui questo capolavoro che unisce tradizione e innovazione.
11. 1952 BERTOIA
La sedia BERTOIA, progettata nel 1952 da Harry Bertoia, designer di origini italiane, è un altro esempio di sperimentazione che ha rivoluzionato il design del XX secolo.
Questa seduta, celebre per la sua struttura in acciaio cromato e l’intreccio di filo metallico, si distingue per leggerezza visiva ed eleganza, pur mantenendo una grande robustezza.
Il design innovativo di Harry Bertoia, nasce dalla sperimentazione delle potenzialità del metallo, ed è un connubio perfetto di arte e funzionalità.
Harry Bertoia ha realizzato questa sedia con l’intento di creare una “scultura funzionale” da destinare a vari ambienti, la sua sagoma offre comfort e resistenza, sfruttando la flessibilità del metallo per un supporto dinamico.
La sedia Bertoia è stata prodotta e distribuita da Knoll fin dal suo debutto, inserendosi immediatamente come un simbolo del design moderno. Deve la sua popolarità sia allo stile innovativo che alla sua versatilità, è disponibile in diverse finiture: con seduta imbottita o rivestita in pelle o tessuto, si colloca perfettamente in uno stile d’arredamento minimalista ma anche in uno più ricercato.
E’ ancora oggi un cult per gli appassionati di design.
12. 1956 – SUPER LEGGERA – GIO PONTI
La SUPERLEGGERA, progettata nel 1957 da Gio Ponti, uno dei più importanti esponenti dell’architettura del dopoguerra, è un autentico capolavoro di design, simbolo di perfezione ed equilibrio tra solidità e leggerezza. Il nome stesso ne svela la caratteristica distintiva: la sedia pesa appena 1,700 grammi e può essere sollevata con un dito. Questo risultato è frutto della visione di Ponti, che perseguì con determinazione l’obiettivo di ridurre al minimo il peso senza compromettere la robustezza.
Prodotta ininterrottamente da Cassina dal 1957, la Superleggera rappresenta il culmine di un processo di ricerca e sperimentazione sullo snellimento e la dissolvenza della struttura. Questo capolavoro è stato possibile grazie alla capacità artigianale e innovativa di Cassina e dei suoi maestri falegnami di Meda, in grado di tradurre le forme sottili in una sedia incredibilmente resistente e funzionale.
La Superleggera è disponibile in diverse varianti, tra cui la versione con sedile imbottito, con una struttura in frassino naturale, frassino tinto bianco, nero o rosso, oppure laccato nei colori bianco o nero. È proposta anche nella variante bicolore, che combina struttura laccata bianca con dettagli neri o viceversa, per un effetto elegante e distintivo.
Un’altra versione prevede il sedile in canna d’India, che esalta l’aspetto artigianale e tradizionale della sedia, abbinato a una struttura in frassino naturale o laccato.
La Superleggera di Gio Ponti è molto più di una sedia: è una celebrazione dell’equilibrio tra arte, innovazione e maestria artigianale, un’icona che continua a essere un punto di riferimento nel design internazionale.
13. 1957 GRAND PRIX – ARNE JACOBSEN
Progettata da Arne Jacobsen nel 1957, presentata in anteprima alla Designers’ Spring Exhibition presso il Danish Museum of Art & Design di Copenaghen, la sedia GRAND PRIX deve il suo nome al prestigioso premio che le fu conferito nello stesso anno alla Triennale di Milano.
Disponibile in diverse varianti, che offrono un’ampia possibilità di personalizzazione, è proposta in legno massello con varie finiture, rivestimenti e una palette di colori in grado di soddisfare qualsiasi esigenza stilistica. Le versioni con base in acciaio sono impilabili, offrendo una soluzione pratica e stilosa.
Un elemento distintivo nel design della Grand Prix è rappresentato dalle gambe in legno inclinate verso l’esterno, che richiamano le basi in acciaio già utilizzate da Jacobsen per altre sue creazioni. Questa combinazione di estetica e funzionalità rende la Grand Prix un arredo perfetto per diversi contesti, dagli ambienti domestici agli spazi professionali.
Grazie al suo design intramontabile, la sedia è in grado di valorizzare qualsiasi spazio, la sua qualità artigianale e la cura nei dettagli continuano a rendere la Grand Prix simbolo del design danese.
14. 1953-1958 – TULIP EERO – SAARINEN
La sedia TULIP è un progetto iniziato nel 1953 da Eero Saarinen, Architetto di fama mondiale di origini Finlandesi, naturalizzato Statunitense.
Con questo progetto la sfida di Saarinen fu quella di affrontare il “brutto, confuso, inquieto mondo” che notava sotto sedie e tavoli, rappresentato dalle loro gambe.
Dopo un’indagine di progettazione durata cinque anni, Eero Saarinen ha dato vita alla rivoluzionaria collezione Pedestal, di cui fa parte la celebre sedia Tulip, con la sua forma a calice e il tipico stelo centrale a sostituire le tradizionali gambe che conferiscono alla struttura una linea minimalista, insolita ed elegante.
La collezione Tulip, oltre alla sedia con e senza braccioli, con base fissa o girevole è disponibile anche nella versione sgabello.
Prodotta da sempre dall’azienda Knoll, è un simbolo indiscusso di design per gli amanti del design di interni.
15. 1958 – CATILINA – LUIGI CACCIA DOMINIONI
Presentata per la prima volta nel 1957 alla XI Triennale di Milano, la sedia CATILINA è uno dei capolavori di Luigi Caccia Dominioni, celebre architetto e urbanista milanese.
Al primo sguardo, la Catilina non viene immediatamente percepita come una sedia: la sua presenza richiama piuttosto quella di un piccolo trono. Un intricato gioco di curve definisce una seduta che sfida le convenzioni, inaugurando una nuova categoria nel design d’arredo. Con questa opera, Caccia Dominioni non solo reinterpreta la sedia, ma ne ridefinisce anche l’uso, imponendo all’utilizzatore una determinata postura. La struttura metallica avvolge il corpo a un’altezza precisa, invitando a poggiare le braccia in modo da assumere un atteggiamento sobrio, elegante e quasi regale. Non è concepita per il relax, ma per una seduta di rappresentanza.
Il nome stesso, Catilina, omaggia Lucio Sergio Catilina, senatore dell’antica Roma, evocando la solennità e il prestigio del passato.
Destinata ad ambienti di alto livello, questa sedia si distingue per la sua raffinatezza senza tempo. Oggi è prodotta da B&B Italia, che ne perpetua l’eleganza e la qualità artigianale.
16. 1960 PANTON – VERNER PANTON
La sedia PANTON, fu ideata nel 1960 dal celebre designer danese Verner Panton, il cui obiettivo era quello di creare una seduta in plastica composta di un unico pezzo.
Il suo inconfondibile profilo ad S e il corpo sagomato con i bordi stondati, la rendono fluida e sinuosa, la base svasata conferisce stabilità ed equilibrio al sistema cantilever – forma a sbalzo – un’innovazione per il design scandinavo.
Ergonomica e confortevole, prorompe nell’ambiente che arreda quasi fosse una scultura.
Il materiale impiegato è il polipropilene con stampo a iniezione, materiali d’avanguardia per l’epoca, in fase di progettazione furono sperimentati diversi materiali.
La gamma di colori e finiture sono numerose, la caratteristica superficie brillante cattura lo sguardo.
Verner Panton iniziò la progettazione a fine anni ’50, ma solamente negli anni ’60 sviluppa i primi modelli. La presentazione ufficiale avvenne in collaborazione con Vitra nel 1967 che ancora oggi la produce collocandola tra i prodotti di punta.
Si inserisce in un contesto storico in cui il design era innovazione continua, la Panton rompe gli schemi e si colloca immediatamente in alto nell’indice di gradimento.
E’ esposta in diversi musei tra i quali: Museum of Modern Art (MoMA) di New York, al Design Museum di Londra, al Deutsches Historisches Museum di Berlino e al Danish Museum of Art & Design di Copenaghen.
17. 1967 – CL9 – CESARE LEONARDI E FRANCA STAGI
La sedia CL9, progettata da Cesare Leonardi e Franca Stagi nel 1967, è un’icona del design italiano degli anni ’60, caratterizzata da innovazione tecnologica e sperimentazione sui materiali, e si inserisce in quel contesto storico in cui molti designer esploravano l’uso di nuovi materiali e tecnologie nell’ambito di una ricerca, non solo estetica, ma anche funzionale. Rientra nel movimento del Radical Design, che sfidava le convenzioni funzionali del modernismo per creare oggetti artistici e sperimentali.
Realizzata in un unico stampo di poliestere rinforzato con fibra di vetro, un materiale allora totalmente innovativo, che ha permesso di dare una forma continua e scultorea, senza giunzioni. Si presenta, infatti, come un nastro che genera una forma e sinuosa. È un perfetto esempio di design ergonomico e minimalista, ma con un forte impatto visivo.
Fu prodotta in serie dalla ditta Elco, specializzata in lavorazioni di materiali plastici avanzati, oggi, la CL9 è considerata un pezzo di collezione e fa parte di esposizioni permanenti in alcuni dei più importanti musei di design, come il MoMA di New York e il Victoria and Albert Museum di Londra.
18. 1970 DATTILO ETTORE SOTTSASS
Opera dell’architetto e designer Ettore Sottsass, figura di spicco del design del XX secolo di cui è considerato uno dei più influenti – fu anche fondatore del Memphis Group nel 1981 – noto per il suo approccio radicale al design. Nel 1958 lavorò come consulente di design per Olivetti, progettando macchine da scrivere e computer mainframe. Questo incarico lo portò a percepire tali prodotti come parte di un sistema più ampio e complesso, spingendolo a considerare la conoscenza dei processi lavorativi nel design.
Tra il 1970 e il 1972, Sottsass progettò per Olivetti una serie di mobili da ufficio adattabili denominata Synthesis 45, che includeva la sedia DATTILO. Questa sedia fu pensata per garantire l’ergonomia degli utenti: l’altezza del sedile era regolabile tramite una vite nascosta da una guaina in plastica, mentre lo schienale poteva essere regolato sia in altezza sia nell’angolo di inclinazione. Il telaio e la base della sedia erano realizzati in fusione di alluminio, mentre sedile e schienale imbottiti presentavano rivestimenti sintetici.
L’obiettivo di Sottsass, pioniere in campo di ergonomia, era creare mobili da ufficio che si integrassero perfettamente in un ambiente di lavoro sempre più dominato dai macchinari, contribuendo a migliorare la postura e il benessere dei lavoratori.
Attualmente queste sedie non sono più in produzione, ma è possibile trovarle presso rivenditori specializzati vintage.
19. 1986 – ETRUSCAN CHAIR DANNY LANE
E’ una sedia – scultura progettata dall’artista e designer americano Danny Lane nel 1984. Rappresenta una fusione di materiali industriali e d’artigianato. Combinando vetro, acciaio inossidabile e alluminio crea un suggestivo contrasto tra la trasparenza del vetro e la solidità dell’alluminio e l’acciaio. Le superfici irregolari la caratterizzano, presenta un design che si distingue per le linee scultoree e audaci.
Con l’ETRUSCAN CHAIR, Danny Lane ha utilizzato il vetro in un modo innovativo, realizzando qualcosa che, pur svolgendo la funzione di una sedia, si presenta come un’opera d’arte.
E’ presente in molte collezioni museali tra cui il Corning Museum of glass di New York ma è stata esposta in numerose gallerie internazionali, avvalorando il suo status di pezzo iconico del design.
20. 1984 – Pratt Chair – Gaetano Pesce
Con Gaetano Pesce entriamo nel campo del sublime!
Visionario e poliedrico designer e architetto italiano di fama internazionale, è scomparso poco meno di un anno fa lasciandoci un’inestimabile eredità di creazioni e opere audaci e sperimentali, che sfidano le convenzioni del design tradizionale.
Le sue sedie rappresentano un potente connubio tra arte, funzionalità e materiali innovativi. Scegliere quale citare non è stato facile, ci siamo soffermati sulla serie PRATT CHAIR che è una delle sue opere più evocative e sperimentali, realizzata nel 1984.
Quest’opera è un tipico esempio dell’approccio visionario di Gaetano Pesce al design, caratterizzato dall’uso di materiali innovativi e dalla personalizzazione di ogni pezzo. La sedia fu progettata per il Pratt Institute di New York, dove Pesce insegnava, ed è diventata un simbolo della sua filosofia radicale nel mondo del design.
Realizzata in resine sintetiche e poliuretano colorato con cui Pesce diede corpo (e anima) a sedie uniche e irripetibili, dai colori e texture casuali che rendevano ogni sedia diversa dalle altre.
Ogni sedia è, infatti, un’opera d’arte a sé, prodotta attraverso un processo di colata manuale che garantiva l’unicità di ogni pezzo.
La serie di sedie Pratt Chair sfida l’idea di uniformità nella produzione di massa, dimostrando come l’artigianalità possa convivere con la modernità e l’industria.
Minimale nella struttura, ma la vivacità dei colori e l’ irregolarità delle linee la rendono di grande impatto.
La Pratt Chair è inclusa nelle collezioni di importanti musei come il MoMA di New York.
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Complimenti per l’articolo , ho adorato