Nel panorama del design e del lifestyle contemporaneo, gli speakeasy cocktail bar rappresentano una tendenza affascinante che unisce storia, mistero e mixology d’eccellenza. Questi locali, ispirati ai bar clandestini dell’epoca del Proibizionismo americano, offrono un’esperienza unica, caratterizzata da ingressi segreti, atmosfere retrò e cocktail ricercati.
Cosa sono gli speakeasy?

Il termine “speakeasy” ha origine negli Stati Uniti durante il Proibizionismo (1920-1933), periodo in cui la produzione e la vendita di alcolici erano vietate. Per aggirare la legge, nacquero bar clandestini nascosti in luoghi insospettabili, accessibili solo a chi conosceva la parola d’ordine o tramite raccomandazione. Il nome deriva dall’espressione “speak easy” (parla piano), un invito a mantenere un tono di voce basso per non attirare l’attenzione delle autorità.
Oggi, gli speakeasy sono locali legali che rievocano quell’atmosfera segreta e intima, spesso senza insegne esterne e con ingressi celati dietro porte anonime, armadi o cabine telefoniche. L’accesso può richiedere una prenotazione anticipata, una parola d’ordine o l’appartenenza a una cerchia ristretta di clienti. All’interno, l’arredamento richiama gli anni ’20 e ’30, con luci soffuse, arredi vintage e musica jazz o swing, offrendo un viaggio nel tempo ai propri avventori.
Dove trovare gli speakeasy in Italia
In Italia, diverse città ospitano speakeasy che combinano design ricercato e cocktail di alta qualità. Ecco una selezione di alcuni dei più rinomati:
Milano
1930 Speakeasy: Considerato uno dei locali più esclusivi della città, il 1930 è nascosto dietro un ingresso anonimo e l’indirizzo esatto è noto solo a pochi eletti. L’arredamento richiama l’epoca del Proibizionismo, con pareti in mattoni a vista e luci soffuse. Per accedervi, è spesso necessario essere accompagnati da un membro o ricevere un invito speciale.
Backdoor 43: Situato sul Naviglio Grande, è noto per essere uno dei cocktail bar più piccoli al mondo, con spazio per soli quattro clienti alla volta. L’ingresso avviene tramite una porta discreta, e una volta all’interno, si può interagire con il bartender mascherato che prepara cocktail su misura.
White Rabbit: Nel quartiere Isola, questo speakeasy si cela dietro una vetrina anonima. Per entrare, è necessario conoscere la parola d’ordine, ottenibile registrandosi sul sito ufficiale. All’interno, l’atmosfera richiama una bisca clandestina degli anni ’20, con arredi d’epoca e personale in abiti a tema.
Roma
Jerry Thomas Speakeasy: Pioniere del genere in Italia, questo locale richiede una prenotazione online e una password per l’ingresso. L’ambiente è curato nei minimi dettagli, con arredi vintage e una selezione di cocktail che spazia dai classici ai più innovativi.
Club Derrière: Accessibile attraverso un ingresso nascosto dietro un armadio, questo speakeasy offre un’atmosfera intima con divani in pelle e luci soffuse. La drink list è ricercata, con cocktail che combinano ingredienti tradizionali e contemporanei.
Torino
- The Mad Dog Social Club: Situato nei pressi di Piazza Carlina, l’ingresso avviene tramite una porta anonima e una volta all’interno, si viene accolti in un ambiente con volte in mattoni e arredi retrò. La selezione di cocktail è ampia e varia, con un’attenzione particolare ai classici rivisitati.
Firenze
- Rasputin: Questo speakeasy si trova nel quartiere di Santo Spirito e l’indirizzo esatto è volutamente tenuto segreto. L’accesso avviene tramite passaparola, e una volta entrati, ci si trova in un ambiente elegante con arredi in legno scuro e luci soffuse. La carta dei cocktail è ispirata alle ricette tradizionali dell’epoca del Proibizionismo.
Napoli
- L’Antiquario: Nascosto tra le vie del quartiere Chiaia, questo locale offre un’atmosfera raffinata con arredi vintage e una selezione di cocktail classici e contemporanei. L’ingresso può richiedere una prenotazione anticipata, e una volta all’interno, si viene accolti in un ambiente che rievoca i salotti degli anni ’20.
Come accedere agli speakeasy
L’accesso agli speakeasy richiede spesso di seguire determinate procedure che contribuiscono a mantenere l’aura di mistero e esclusività del locale. Ecco alcuni consigli su come prepararsi per una serata in uno di questi affascinanti cocktail bar:
Prenotazione anticipata: Molti speakeasy richiedono una prenotazione effettuata tramite il loro sito web ufficiale o attraverso canali specifici. Ad esempio, alcuni locali potrebbero richiedere l’invio di un’email o la compilazione di un modulo online per richiedere l’accesso.
Parola d’ordine: Alcuni speakeasy forniscono una parola d’ordine necessaria per l’ingresso. Questa può essere ottenuta durante il processo di prenotazione o risolvendo enigmi o indovinelli proposti sul sito del locale
Le origini degli speakeasy: dalla clandestinità alla cultura del cocktail
Come accennato, il concetto di speakeasy nasce negli Stati Uniti durante il Proibizionismo (1920-1933), quando la produzione e la vendita di alcolici erano vietate per legge. Questo divieto portò alla nascita di una vera e propria cultura clandestina, con locali segreti frequentati da politici, gangster e celebrità dell’epoca.
Questi bar erano solitamente nascosti dietro facciate anonime, accessibili solo con una parola d’ordine o dietro raccomandazione. Le bevande venivano servite in tazze da tè o bottiglie mascherate per sfuggire ai controlli della polizia. Al Capone e altre figure di spicco del crimine organizzato gestivano molti di questi locali, trasformandoli in punti di ritrovo esclusivi per l’élite della società.
Dopo la fine del Proibizionismo, il fascino degli speakeasy non scomparve completamente. Negli anni ‘90, con la rinascita della cocktail culture, questi bar tornarono di moda, inizialmente a New York e Londra, per poi diffondersi in tutto il mondo, inclusa l’Italia.
L’influenza degli speakeasy nel design e nell’interior decor
Oltre al lato gastronomico e culturale, gli speakeasy hanno influenzato profondamente anche il mondo del design e dell’architettura d’interni.
I cocktail bar nascosti sono progettati per creare un’esperienza intima ed esclusiva, attraverso scelte estetiche precise:
Ingressi segreti e ambientazioni immersive → Gli speakeasy si nascondono dietro porte anonime, armadi o persino vecchie cabine telefoniche. Questo concetto non è solo un richiamo storico, ma una strategia per rendere l’ingresso parte integrante dell’esperienza.
Materiali e arredamenti retrò → I locali richiamano l’epoca degli anni ‘20 e ‘30 con divani in velluto, lampadari in cristallo, pareti in legno scuro e dettagli in ottone o rame. La palette cromatica è spesso caratterizzata da colori caldi e avvolgenti, come il bordeaux, il verde bosco e il blu notte.
Illuminazione soffusa e dettagli vintage → Le luci sono fondamentali per ricreare un’atmosfera da “clandestinità”. Nei migliori speakeasy troviamo luci basse, candele, applique in ferro battuto o lampade da tavolo d’epoca, che creano un senso di intimità e mistero.
Design interattivo e storytelling → Ogni speakeasy racconta una storia unica, spesso legata a miti del Proibizionismo o a personaggi storici. Alcuni locali, come il Jerry Thomas di Roma, si ispirano alla figura del leggendario bartender Jerry Thomas, considerato il padre della mixology moderna.
La mixology negli speakeasy: cocktail d’autore e ingredienti rari
Gli speakeasy non sono semplici bar, ma laboratori di mixology dove la sperimentazione è alla base della carta cocktail. I bartender di questi locali sono veri e propri maestri dell’arte della miscelazione, spesso con una formazione internazionale.
Ecco alcune delle tecniche più utilizzate negli speakeasy italiani:
Cocktail su misura → Molti locali propongono drink non presenti nel menu, basati sulle preferenze e personalità del cliente. Basta descrivere un sapore o un’emozione per ricevere una creazione unica.
Ingredienti homemade e tecniche avanzate → Vengono usati sciroppi artigianali, infusioni di erbe, estratti botanici, affumicature e tecniche molecolari per creare cocktail inediti.
Basi alcoliche di nicchia → Molti speakeasy utilizzano distillati difficili da trovare, come gin artigianali, whiskey d’annata, rum invecchiati e liquori erboristici tradizionali.
Presentazioni scenografiche → Dai cocktail serviti in bottiglie vintage sigillate con ceralacca a quelli che arrivano avvolti in nuvole di fumo, il design del drink è importante quanto il gusto.
Tra i cocktail più iconici che si possono trovare in uno speakeasy ci sono:
- Old Fashioned → Whisky, zucchero e angostura, servito con una scorza d’arancia.
- Negroni rivisitati → Con ingredienti artigianali e bitter personalizzati.
- Espresso Martini → Vodka, caffè espresso e liquore al caffè.
- Corpse Reviver #2 → Un classico Proibizionismo con gin, Cointreau, Lillet Blanc e assenzio.
Curiosità sugli speakeasy: miti e leggende
✔ Il bar nascosto più antico d’Italia? – Secondo alcune fonti, un primo tentativo di speakeasy italiano risale addirittura agli anni ‘30 a Napoli, dove, durante il regime fascista, alcune cantine servivano alcolici illegalmente ai clienti più fidati.
✔ Il locale che cambia indirizzo ogni anno – Il 1930 Speakeasy di Milano, tra i più esclusivi in Italia, cambia posizione periodicamente, mantenendo la sua aura di mistero.
✔ Le stanze segrete di Torino – Alcuni speakeasy, come il The Mad Dog, nascondono stanze segrete accessibili solo dopo una selezione tra gli ospiti più assidui.
✔ Lo speakeasy più piccolo al mondo? – Il Backdoor 43 di Milano, con soli 4 posti, è probabilmente uno dei cocktail bar più esclusivi in Italia.
Perché gli speakeasy in Italia sono un’esperienza da provare almeno una volta nella vita
Gli speakeasy non sono solo cocktail bar, ma esperienze immersive che combinano design, mistero, storia e innovazione.
Questi locali offrono un viaggio nel tempo, un’attenzione maniacale ai dettagli e la possibilità di scoprire drink che non troveresti altrove.
Se ami il design sofisticato, il fascino dell’esclusività e la mixology di alto livello, trovare il tuo speakeasy preferito potrebbe essere una delle esperienze più intriganti che l’Italia possa offrire.
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