Le poltrone iconiche di design famose sono un simbolo di prestigio, status e potere per eccellenza. Da emblema di autorità, come fu il trono nelle corti antiche, la poltrona si è evoluta fino a diventare un elemento d’arredo dal design innovativo che spesso punta a sorprendere. Attraversando epoche e culture, ha saputo reinterpretarsi in forme, materiali e significati, mantenendo intatto il suo ruolo sia in spazi domestici che in spazi pubblici.
La poltrona unisce funzionalità e stile, trasformandosi in un’icona di comfort ed eleganza, capace di raccontare storie diverse a seconda del contesto in cui si colloca e del design che la caratterizza.
Poltrone iconiche di design famose: pezzi d’autore che raccontano storie
Una poltrona di design assolve la sua funzione pratica e si rivela un oggetto altamente evocativo. Racconta epoche passate, culture, tradizioni artigianali, metodologie sperimentali o tecnologie avanzate. In un’area living rappresenta una presenza fondamentale: un rifugio personale, la celebrazione di un momento da dedicare a se stessi, è un dettaglio d’arredo che esprime appieno il gusto personale di chi la possiede, contribuendo a conferire carattere e stile all’intero spazio che arreda.
Evoluzione e significato della Poltrona nel design moderno
Nel corso del tempo, la poltrona moderna è stata lo specchio delle trasformazioni sociali, artistiche e tecnologiche. Ha rappresentato una vera sfida creativa per grandi maestri del design d’interni, che l’hanno reinterpretata attraverso nuove visioni di comfort, estetica e materiali. Questa evoluzione ha reso la poltrona una delle grandi protagoniste dell’arredamento contemporaneo.
La rivoluzione Industriale e l’innovazione nella produzione
Il culmine dell’evoluzione della poltrona si è raggiunto con la rivoluzione industriale del XX secolo. In questo periodo, la produzione artigianale è stata affiancata da nuove tecniche di modularità e assemblaggio, introducendo materiali innovativi e sperimentando forme inedite, spesso audaci. Questa trasformazione ha permesso di combinare comfort, stile, qualità e design, rendendo la poltrona un elemento imprescindibile in ogni progetto di arredamento di interni.
Poltrone iconiche famose che hanno segnato la storia del design
Ripercorrendo la storia del design d’arredo, abbiamo fatto una selezione di poltrone iconiche che rappresentano l’evoluzione di un elemento d’arredo diventato simbolo di stile, innovazione e cultura. Dalla Bergère, passando per la celebre Barcelona Chair di Mies van der Rohe, fino alla recentissima Twain di Konstantin Grcic e moltissime altre, che catalogare tutte sarebbe impossibile.
Ogni poltrona racconta una storia unica di design classico o moderno e stile d’arredamento.
Queste icone non sono semplici sedute, ma vere e proprie opere d’arte che continuano a influenzare le tendenze contemporanee nel campo dell’interior design. Scopri con noi come la poltrona di design ha conquistato il suo posto d’onore nel mondo dell’arredamento di interni, diventando un must-have per chi desidera combinare funzionalità, comfort, estetica contemporanea e una firma illustre.
Vi presentiamo la selezione di poltrone iconiche da cui ci siamo lasciati ispirare: tendenze che hanno fatto la storia del design d’interni e che continueranno a dettare lo stile del futuro.
LA BERGèRE – Tra le poltrone iconiche di design più famose

Nell’immaginario collettivo, la Bergère è considerata la poltrona per eccellenza, un’icona di stile e comfort che ha attraversato i secoli senza perdere il suo fascino. Nata in Francia intorno alla metà del 1700, le sue prime versioni erano riccamente decorate, simbolo di lusso e opulenza tipici dell’arredamento aristocratico dell’epoca.
Con il passare del tempo, lo stile Bergère si è evoluto, adottando linee più leggere e armoniose, in grado di adattarsi a contesti più moderni, pur mantenendo intatta la sua eleganza intramontabile.
Questa poltrona si distingue per lo schienale imbottito e lavorato in capitonné, che si unisce in un’unica linea continua ai braccioli, offrendo non solo una seduta comoda, ma anche un design raffinato e sofisticato.
La versione più iconica è quella con “orecchioni”, nota anche come à confessional: caratterizzata da poggiatesta laterali che seguono la linea dei braccioli, abbraccia la parte superiore del corpo, garantendo un comfort avvolgente e una sensazione di intimità. Riproposta da numerosi brand in una vasta gamma di finiture, tessuti e colori, la Bergère è oggi un grande classico dall’eleganza senza tempo e dalla forte personalità. Perfetta per impreziosire salotti, camere da letto o angoli lettura, rappresenta un elemento d’arredo versatile capace di valorizzare sia ambienti classici che contemporanei.
1925 – WASSILI, MODELLO B3 – MARCEL BREUER PER KNOLL – Tra le poltrone iconiche di design più famose

La celebre Poltrona Wassily, conosciuta anche come Modello B3, fu progettata nel 1925 dall’architetto e designer ungherese Marcel Breuer, all’epoca direttore del laboratorio del legno presso il Bauhaus di Dessau, movimento di cui fu uno dei principali protagonisti.
Quest’opera rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’utilizzo dei materiali e nei metodi di produzione. Breuer, ispirato dalla robustezza e leggerezza dei tubi d’acciaio impiegati nella costruzione delle biciclette, sperimentò per la prima volta questo materiale nella creazione di mobili. Il risultato fu una poltrona dallo stile essenziale e innovativo, capace di coniugare funzionalità, leggerezza e resistenza.
Prodotta inizialmente nel 1926 dalla Standard Möbel di Berlino, la Wassily – Modello B3 divenne un’icona del design moderno negli anni ’60. A rilanciarla fu Dino Gavina, imprenditore e designer italiano, definito dallo stesso Breuer “il più emotivo e impulsivo produttore di mobili al mondo”. Dopo aver incontrato Breuer a New York nel 1962, Gavina lo convinse a rieditare la celebre poltrona tubolare, ribattezzandola Wassily in onore dell’artista Wassily Kandinsky, grande estimatore del progetto.
Nel 1968, la Knoll di New York acquistò la Gavina Spa di Bologna, inclusa la produzione della Wassily, che è tuttora in commercio e rimane uno dei pezzi più iconici e riconoscibili del design del XX secolo.
Simbolica e senza tempo, la Poltrona Wassily è rimasta un oggetto di culto, amatissima da collezionisti e appassionati di design per la sua capacità di coniugare estetica minimalista e ingegneria innovativa.
1927 LE CORBUSIER – LC DA 1 A 9 PER CASSINA – Tra le poltrone iconiche di design più famose

Da un’intuizione di Le Corbusier del 1927, con cui attraverso una serie di schizzi delineò le posizioni del corpo umano a cui i progetti delle sedute dovevano rispondere, prese forma un programma visionario che vide il contributo della talentuosa Charlotte Perriand, socia di Le Corbusier, e Pierre Jeanneret.
Nasce così la celebre collezione di arredi firmata da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand.
Pezzi iconici tra i quali spiccano la poltrona Fauteuil Grand Confort, la Chaise Longue Basculante e la poltroncina basculante Fauteuil Dossier Basculant, ai quali si aggiunsero poi la poltroncina girevole Fauteuil Pivotant e gli sgabelli Tabouret Pivotant e Tabouret de Salle de Bains, frutto del genio creativo di Charlotte Perriand.
Questa collezione fu una vera febbre negli anni Sessanta, conosciuta con il nome “Le Corbusier“.
Inizialmente prodotta dall’azienda Thonet dal 1930, nel 1959, la gallerista svizzera Heidi Weber rilanciò la collezione a Zurigo, affidandone produzione a artigiani locali e venne introdotta la sigla “LC” – iniziali di Le Corbusier – su ogni modello, rendendola inconfondibile.
Il 1964 Heidi Weber affidò la produzione dei quattro modelli principali alla Cassina S.p.A. di Meda, con un contratto siglato il 23 ottobre di quell’anno, l’azienda italiana acquisì i diritti esclusivi di edizione e vendita delle opere disegnate nel 1928 dai tre visionari.
Ancora oggi, questi arredi iconici rappresentano l’ideale di eleganza e innovazione senza tempo, amatissimi da collezionisti e appassionati di design in tutto il mondo.
1929 BARCELONA MIES VAN DER ROHE e LILLY REICH PER KNOLL – Tra le poltrone iconiche di design più famose

Progettata da Ludwig Mies van der Rohe e Lilly Reich per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929, la Poltrona Barcelona è diventata una delle icone più celebri del design moderno.
Prende il nome proprio dall’evento per cui fu creata, pensata per accogliere niente meno che i reali di Spagna. Mies van der Rohe, architetto e designer tedesco di spicco del movimento modernista, insieme a Lilly Reich, firma un capolavoro di design industriale ispirato all’antica Roma. Le linee della Barcelona richiamano i classici sgabelli romani, simbolo di potere e prestigio, reinterpretati in chiave contemporanea con un linguaggio astratto e una raffinatezza senza precedenti.
Realizzata con materiali innovativi per l’epoca, la struttura in acciaio inossidabile – che dona leggerezza e solidità – si combina armoniosamente con i cuscini in pelle, composti da 40 riquadri identici, tagliati e cuciti a mano con una precisa trapuntatura a bottoni, simbolo di artigianalità e perfezione.
Nel 1950, la poltrona fu riprogettata per migliorare la resistenza e l’estetica, grazie all’introduzione di una struttura in acciaio inox che ne eliminò la necessità di saldature. Tre anni dopo, nel 1953, l’azienda Knoll ne acquisì i diritti di produzione, rendendo la Barcelona accessibile a un pubblico più ampio e trasformandola in un’icona intramontabile dell’arredamento di lusso. Oggi, la Poltrona Barcelona è considerata una pietra miliare nella storia del design, simbolo universale di stile, raffinatezza e modernità. Rappresenta alla perfezione il celebre motto di Mies van der Rohe: “Less is more”, dove ogni linea essenziale e ogni dettaglio impeccabile contribuiscono a un’estetica di puro equilibrio e sobria eleganza.
1932 – ARMCHAIR 41 PAMIO – ALVAR AALTO PER ARTEK – Tra le poltrone iconiche di design più famose

Progettata nel 1932 dall’architetto finlandese Alvar Aalto, la Poltrona Paimio è una delle opere più iconiche del design scandinavo.
Creata per il sanatorio per la tubercolosi di Paimio, in Finlandia, da cui prende il nome, questa poltrona, indiscusso capolavoro estetico, è soprattutto un oggetto pensato per migliorare il benessere degli utenti: Aalto progettò la sedia con un’inclinazione studiata per facilitare la respirazione dei pazienti.
Il telaio è fissato su quattro punti, mentre il sedile sospeso sembra fluttuare nell’aria, conferendo alla struttura un aspetto leggero e dinamico. I braccioli, formati da un unico pezzo di legno curvato, evidenziano la maestria di Aalto nell’utilizzo del legno, cui conferisce forme organiche e morbide, tecnica pionieristica per l’epoca.
La Paimio possiede un’inconfondibile eleganza scultorea: la sua forma leggera e organica segna nuovi standard nel design del XX secolo, influenzando generazioni di designer. È considerata uno dei capolavori di Alvar Aalto, non solo per la sua bellezza estetica, ma anche per il modo in cui unisce arte, architettura e benessere. Prodotta dall’azienda finlandese Artek, fondata dallo stesso Aalto nel 1935, la Poltrona Paimio è oggi riconosciuta come un’icona del design moderno, simbolo della filosofia nordica che privilegia materiali naturali, linee essenziali e funzionalità pensata per l’essere umano.
1938 – BUTTERFLY – ANTONIO BONET, JUAN KURCHAN e JORGE FERRARI HARDOY – Tra le poltrone iconiche di design più famose

Nata nel 1938 a Buenos Aries dal genio degli architetti Antonio Bonet, Juan Kurchan e Jorge Ferrari, la poltrona Butterfly, è un classico assoluto dalle linee funzionali, pulite e leggere, immediatamente riconoscibili, con il tipico telaio pieghevole.
Proposta per la prima volta al MOMA nel 1940, Butterfly ha immediatamente riscosso un incredibile successo; l’allora direttore del museo, Edgar Kaufmann Jr, la definì uno dei “migliori sforzi di design di sedie moderne”.
Elegante sia per l’arredamento in indoor che outdoor, può essere realizzata in numerose finiture e colori, la sedia Butterfly esprime un carattere che la rende intramontabile e si adegua a qualunque esigenza di stile.
1956 – CHARLES & RAY EAMES – LOUNGE-CHAIR PER VITRA

Frutto di un processo creativo durato molti anni che vede il culmine nel 1956,
la poltrona Lonuge Chair, uno dei progetti più famosi di Charles e Ray Eames, fissò nuovi standard nell’arredamento.
E’ più leggera, più elegante e più attuale della tradizionale poltrona Club iglese, alla quale Charlers & Ray Eames si sono ispirati reinterpretandone lo stile e Il risultato è una seduta che unisce linee raffinate, proporzioni equilibrate e materiali pregiati. Le forme curve degli elementi in legno stampato e la morbidezza dei cuscini in pelle creano un perfetto connubio tra estetica e funzionalità.
Prodotta da Vitra fin dagli anni ’50 con gli stessi metodi artigianali dell’originale, la Lounge Chair è oggi disponibile in due formati per adattarsi a diverse esigenze ergonomiche e in una vasta gamma di combinazioni di rivestimenti, tra cui pelle e tessuto, nei classici colori nero e bianco. Anche la base girevole in alluminio lucidato è proposta in differenti versioni, con dettagli coordinati che aggiungono stile alla seduta.
La Lounge Chair è un’icona del design del XX secolo, esposta in importanti musei come il Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Apprezzata da un pubblico raffinato che desidera comunicare stile, classe ed eleganza discreta.
1957– EGG – ARNE JACOBSEN PER FRITZ HANSEN

Progettata nel 1957 dal celebre architetto e designer danese Arne Jacobsen, la Poltrona Egg è un’icona del design moderno.
Con la sua linea inconfondibile e scultorea, è in grado di caratterizzare qualsiasi ambiente, offrendo un mix di audacia, eleganza e funzionalità. La sua forma avvolgente, che richiama un guscio d’uovo, celebra il comfort e il relax, creando uno spazio intimo e accogliente in cui rifugiarsi. Realizzata con materiali di alta qualità, la Egg Chair presenta un telaio in fibra di vetro imbottito con schiuma di lattice, che garantisce un sostegno ottimale e una seduta morbida e confortevole. La struttura è sapientemente sagomata per includere uno schienale arrotondato e avvolgente, progettato per offrire il massimo comfort e un supporto ergonomico. Il piedistallo centrale in alluminio lucido, dotato di base a stella, garantisce stabilità e resistenza, oltre a consentire una rotazione a 360 gradi, rendendo la poltrona estremamente pratica e funzionale. Ideale sia per ambienti domestici che per spazi pubblici o uffici di rappresentanza.
Prodotta dall’azienda danese Fritz Hansen, la Poltrona Egg si distingue per la sua versatilità. È disponibile in un’ampia gamma di rivestimenti, tra cui tessuti pregiati e pelle di alta qualità, con finiture personalizzabili in grado di soddisfare anche i gusti più esigenti. Ogni dettaglio è curato per garantire un prodotto di design che unisce estetica, comfort e durabilità.
1958 – HEARTCONE – VERNER PANTON PER VITRA

Progettata nel 1958 dal visionario designer danese Verner Panton, la Heart Cone Chair incarna lo spirito innovativo e audace che ha reso celebre il suo creatore.
Questo capolavoro del design moderno è un perfetto connubio tra estetica scultorea e funzionalità, caratterizzato da forme geometriche accattivanti, colori vivaci e linee dinamiche. Il nome evocativo richiama la sua sagoma distintiva a forma di cuore, che unisce un’espressività romantica a un design futuristico.
La Heart Cone Chair non è solo una seduta, ma una vera e propria dichiarazione di stile: grazie al suo carattere unico e carismatico, si adatta perfettamente agli spazi moderni, conferendo un tocco di personalità e diventando la protagonista indiscussa di qualsiasi ambiente. Dotata di una seduta avvolgente, offre un comfort ottimale grazie all’alto schienale imbottito e alle ali laterali che si aprono in una linea inconfondibile, la base in acciaio inox satinato garantisce stabilità.
Prodotta da Vitra come uno dei suoi articoli di punta, la Heart Cone Chair è considerata un simbolo d’avanguardia nel mondo del design d’interni. La sua presenza scenografica e il profilo scultoreo impreziosiscono ogni ambiente, trasformando qualsiasi spazio in un’espressione di modernità sofisticata. Questa poltrona rappresenta al meglio l’approccio sperimentale di Verner Panton, che ha saputo combinare estetica audace e praticità, anticipando tendenze e influenzando generazioni di designer.
Con la Heart Cone Chair, Panton ci offre un’icona di stile che continua a stupire e affascinare con la sua eleganza giocosa.
1963 – BALL – EERO ARNIO

“Realizzerò una sedia che, quando sarà esposta in una vetrina, nessuno passerà oltre” Così parlò Eero Arnio, rivolgendosi a sua moglie, quando aveva in mente di realizzarla.
Siamo all’inizio degli anni Sessanta, il finlandese Eero Arnio era un designer ancora sconosciuto ma molto ambizioso, con una grande passione per le barche, cosa che lo porta a familiarizzare con un materiale innovativo per l’epoca: la vetroresina con cui progettava di costruire mobili. Il primo schizzo originale della Ball Chair è datato 11 gennaio 1963.
Ad Arnio serviva un’azienda che producesse la sua idea, così prova a contattare la Coca-Cola, dipinge di rosso l’intera seduta, ne incolla il celebre logo sul retro e ritrae una persona intenta a bere Coca Cola sulla Ball Chair. Dopo un iniziale entusiasmo, però, l’azienda rifiuta la sua (geniale) proposta di “marketing”. Il successo della Ball Chair arriva in occasione della la Fiera del Mobile di Colonia del 1966, manifestazione a cui il designer partecipa con l’azienda Asko di cui era dipendente.
il prodotto ebbe un immediato riscontro positivo, si pensi che solo in quell’occasione fu venduto in oltre 30 paesi. Il giornalista finlandese Helsingin Sanomat afferma: “La sedia più eccitante del mondo è in mostra alla Fiera Internazionale del Mobile di Colonia”.
Da allora, una scalata inarrestabile verso il successo.
Celebre è un commento di Aarnio riferendosi al fortunato momento: “Tutto è cominciato da qui!”.
la Ball Chair è stata definita “una stanza nella stanza” o “uno spazio nello spazio”, infatti, la sua seduta è un vero e proprio ambiente a sé stante, all’interno del quale è possibile isolarsi, nasconde l’utilizzatore quasi completamente ed è anche insonorizzata, ideale per ritrovare calma e relax.
Ancora oggi mantiene lo status di icona e si può ammirare nelle collezioni dei musei di design di tutto il mondo, è comparsa in diversi film, copertine, video musicali…una vera diva del design!
Oggi la produce Eero Aarnio Originals, marchio fondato nel 2016 con l’intento di riportare in Finlandia gli autentici classici del designer.
1968 SACCO – FRANCO TEODORO; CESARE PAOLINI e PIERO GATTI PER ZANOTTA

La poltrona Sacco, icona della Pop Art, vince il Compasso d’Oro alla carriera del prodotto nel 2020, a oltre 50 anni dalla sua nascita.
Ideata per Zanotta da Franco Teodoro, Cesare Paolini e Piero Gatti nel 1968, è un capolavoro italiano, un’opera d’arte contemporanea che ha rivoluzionato il panorama del design.
Sacco è una poltrona anatomica, una seduta che modifica la forma a seconda della posizione di chi la utilizza; il suo involucro è riempito di palline di polistirolo espanso ad alta resistenza, è leggero, versatile e in grado di trasformare qualsiasi ambiente in uno spazio dalle forme sempre nuove.
E’ una seduta informale che trasmette l’idea di libertà e leggerezza, disponibile in diversi tipi di rivestimento, colori e fantasie.
E’ entrata nella storia con le collezioni del MoMa, del Design Museum della Triennale e del Victoria & Albert Museum.
1969 – SERIE UP – GAETANO PESCE PER B&B

La Serie UP realizzata dal GIGANTE Gaetano Pesce, è la sua collezione di sedute del 1969, inizialmente prodotte dall’azienda italiana C&B (Cassina & Busnelli, poi rinominata in B&B Italia).
I pezzi della serie sono 7: dalla UP1 alla UP7.
E’ stata premiata con il prestigioso Compasso d’oro alla carriera nel 2022, ma ebbe un immediato successo di massa, conquistò perfino Salvador Dalì, che la scelse per posare in un servizio fotografico.
Dal 1969 ad oggi, la serie UP non è mai tramontata.
Rilevante fu l’ingegno impiegato sia nella scelta dei materiali che nelle soluzioni tecniche: il poliuretano espanso – per sua natura capace di espandersi e contrarsi – assumeva la sua forma definitiva una volta estratto dall’imballaggio sottovuoto: a contatto con l’aria, data la presenza di gas freon al suo interno, queste sedute prendevano forma davanti agli occhi, trasformando il momento dello scarto in una vera e propria esperienza scenografica, che era parte integrante dell’acquisto. Altrettanto spettacolare fu la campagna pubblicitaria che presentò la poltrona in un contesto futuristico, enfatizzandone l’innovazione e il design visionario.
Nel 1973, però, il divieto all’utilizzo del gas freon, ne interruppe la produzione. Ormai divenuta oggetto di culto, la poltrona è stata rieditata da B&B Italia nel 2000, rielaborandola secondo i nuovi metodi di produzioni; si sceglie, quindi, di abbandonare l’effetto scenografico del rigonfiamento in favore di materiali più attuali. Oggi viene realizzata in poliuretano schiumato a freddo. Questa poltrona, oltre alla sua valenza tecnica, porta con se un significato profondo:
con quest’opera Pesce volle trasmettere altri valori oltre a quelli della tecnica avanzata, del materiale e della comodità, fu egli stesso a definirlo “il primo oggetto del design con significato politico”.
La UP5 rappresenta un grembo materno, ricorda le statue delle dee della fertilità ma con una sfera legata al corpo.
la UP6, è il poggiapiedi abbinato (e legato) alla sedia, ricorda una pesante palla e richiama la fatica e il peso della vita per le donne, rimanda all’idea del prigioniero, vittima di pregiudizi, evocando un senso di arretratezza e violenza. Un’immagine forte per l’epoca, ma ancora tristemente attuale.
Una poltrona che non ha bisogno di presentazione, indiscussa presenza ovunque la si collochi, scenografica e di carattere oltre ad essere estremamente confortevole.
1970 MULTICHAIR – JOE COLOMBO PER B-LINE

La poltrona Multi-Chair è un progetto del 1970 del designer milanese Joe Colombo, definito “antidesigner” per eccellenza.
È costituita da due cuscini di forma diversa, rivestiti in tessuto elasticizzato e imbottiti, che possono essere utilizzati singolarmente o accostati in diverse configurazioni, trasformandosi in sedie, poltrone o chaise longue.
Per mantenere i cuscini uniti nella posizione desiderata, si utilizzano due ganci appositi e una striscia in pelle. Separati, possono essere utilizzati come pouf.
Questa poltrona flessibile e multifunzionale riflette l’approccio al design innovativo di Joe Colombo, che vedeva nella tecnologia una soluzione ai molteplici problemi della società contemporanea.
Grazie ai suoi studi di ergonomia e psicologia, Colombo ha dato vita a progetti radicalmente innovativi, molti dei quali sono ancora in produzione e continuano a influenzare la progettazione di mobili.
La Multi-Chair venne pubblicata per la prima volta su Domus, n. 488, nel 1970 ed è oggi parte delle collezioni permanenti di importanti musei internazionali.
Questo pezzo iconico è incluso nel catalogo B-Line.
1972 – BAMBOLA – MARIO BELLINI PER B&B

La poltrona Bambola, vincitrice del Compasso d’Oro nel 1979, fa parte della serie Le Bambole, una collezione che include anche divani e chaise longue, ideata nel 1972 da Mario Bellini, uno dei grandi nomi del design italiano. Il suo design innovativo unisce ricerca ed estro creativo, caratterizzandosi per l’apparente assenza di struttura portante e per le linee morbide e arrotondate, prive di spigoli, che offrono una sensazione di comfort assoluto adattandosi naturalmente al corpo.
La versione originale prevedeva una struttura metallica immersa nel poliuretano, mentre le edizioni più recenti utilizzano materiali di ultima generazione, come il polietilene riciclato. Nel 2022, in occasione del 50° anniversario, B&B Italia, che la produce, ha rilanciato la collezione con un forte impegno verso la sostenibilità, impiegando materiali riciclati ed ecosostenibili.
Disponibile in diverse finiture, Le Bambole rappresentano una scelta di stile sempre azzeccata, un’icona del design senza tempo.
1973 – CORNARO – CARLO SCARPA PER CASSINA

Cornaro è un progetto iconico del 73 firmato dal celebre architetto italiano Carlo Scarpa, figura influente e raffinata dell’architettura del XX secolo. Questo divano, accompagnato dalla poltrona coordinata, incarna una perfetta fusione tra opposti, un contrasto materico di grande impatto: la rigidità della struttura in legno tornito e la morbidezza delle imbottiture racchiuse al suo interno.
Il design si distingue per il perfetto equilibrio tra rigore geometrico e forme avvolgenti, un connubio elegante e sofisticato che riflette la filosofia progettuale del maestro Scarpa.
Prodotto attualmente da Cassina, Cornaro rappresenta un esempio intramontabile di design capace di attraversare le epoche senza perdere la propria attualità. Le proporzioni originali sono state successivamente aggiornate, con un incremento in altezza e profondità, frutto di un accurato lavoro di ricerca condotto in collaborazione con Tobia Scarpa, figlio dell’architetto, l’ideatore del divano Soriana. Questo intervento ha permesso di adattare il modello alle esigenze contemporanee, migliorando il comfort senza alterarne lo spirito originario. Elemento distintivo di Cornaro è la sua struttura in legno a vista, che si impone come tratto estetico essenziale e in netto contrasto con la morbidezza del rivestimento in tessuto. L’effetto è quello di un dialogo armonico tra estetica e funzionalità, dove ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza sensoriale completa.
Con la sua linea essenziale ma accogliente, Cornaro si rivela una scelta ideale per ambienti sofisticati, dove il design incontra la comodità. Un oggetto senza tempo, capace di impreziosire ogni spazio grazie alla sua straordinaria visione progettuale e alla cura artigianale che lo contraddistingue oltre alla scelta audace dei colori.
1978 – PROUST – ALESSANDRO MENDINI PER CAPPELLINI

La Poltrona Proust, ideata da Alessandro Mendini nel 1978, è uno degli oggetti più iconici e ironici del design italiano. Nasce dalle ispirazioni letterarie nelle descrizioni degli interni descritti nei romanzi di Marcel Proust. Mendini, da sempre convinto dell’importanza di intrecciare arte e design, crea oggetti che fondono citazioni e riferimenti artistici.
Per progettare questa poltrona, l’architetto e teorico milanese visita i luoghi legati a Proust e si ispira al Pointillisme, il movimento pittorico nato in Francia alla fine dell’Ottocento.
Su una poltrona di richiamo settecentesco proietta un dettaglio di un quadro di Paul Signac raffigurante un prato assolato, trasformando questo oggetto in una vera e propria opera d’arte.
Come spiegherà Mendini stesso nel 2012, l’intento era quello di «fare un oggetto culturalmente valido partendo da un falso», poiché la base di partenza era una poltrona kitsch, prodotta in serie con un’estetica finto-antica. La texture puntinista, ispirata al dipinto di Signac, invade l’intera superficie della poltrona, rendendola un oggetto straordinariamente surreale.
Inizialmente pensata come pezzo unico, la prima Poltrona Proust viene realizzata per la mostra Incontri ravvicinati di architettura al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, curata da Andrea Branzi ed Ettore Sottsass.
Quello stesso anno, la poltrona viene esposta alla Biennale di Venezia. Come osserva l’architetta e curatrice Silvana Annicchiarico nel libro 100 oggetti del design italiano, «non ci è dato sapere se Marcel Proust, il grande romanziere autore de La Recherche, si sarebbe seduto volentieri su una poltrona così». Tuttavia, la Poltrona Proust è diventata un’icona con questo nome.
Nei dieci anni successivi, lo Studio Alchimia di Alessandro e Adriana Guerriero realizza altre versioni dell’opera, alcune delle quali firmate dallo stesso Mendini. Dal 1989, la poltrona viene prodotta direttamente dall’Atelier Mendini.
Tra le sue tante varianti, una è conservata al Design Museum Gent in Belgio, un’altra al Vitra Design Museum di Weil am Rhein in Germania, mentre altre si trovano negli Stati Uniti, al Museum of Fine Arts di Boston e all’Indianapolis Museum of Art.
Dal 1994, l’azienda Cappellini produce la Poltrona Proust, inclusa la variante Proust Geometrica, entrambe realizzate con tessuti di cotone stampato e parti in legno dipinte a mano.
1983 – FIRST – MICHELE DE LUCCHI (GRUPPO MEMPHIS)

Il Gruppo Memphis, fondato a Milano nel 1981 da Ettore Sottsass, riunisce designer internazionali stravaganti e sovversivi, tra cui Michele De Lucchi, considerato uno dei pilastri del movimento, autore di questa particolare seduta. La loro filosofia anti-design si ispira a un universo eclettico e variopinto, quello dei fumetti, della Pop Art, a volte Kitsch, ma che intende rompere gli schemi, riuscendoci! Lo stile Memphis è una vera rivoluzione che invade la scena mediatica, sconfina i severi limiti imposti dall’industria e dalle logiche di mercato. Gli straordinari elementi creati dal gruppo sono oggi ricercati da collezionisti di tutto il mondo ed esposti nei musei più prestigiosi. La poltrona First, disegnata nel 1983 da Michele De Lucchi, è un perfetto esempio dello stile Memphis.
Realizzata in legno laccato con struttura in metallo verniciato, si distingue per un grande arco in metallo dipinto di grigio che funge da schienale e braccioli.
Il tubo di metallo è saldato alle gambe anteriori, mentre la seduta rotonda in legno laccato nero conferisce essenzialità. Nella sua leggerezza risulta estremamente stabile e molto solida.
E’ un’opera che esprime appieno la fusione tra industria e artigianato, reinterpretata secondo il linguaggio audace e innovativo del Memphis
1986 – HOW HIGH THE MOON – SHIRO KURAMATA PER VITRA

La poltrona “How High the Moon”, progettata nel 1986 dal celebre designer giapponese Shiro Kuramata, prende il nome da una famosa canzone di Ella Fitzgerald, evocando un senso di poesia che l’oggetto stesso, con la sua leggerezza visiva e trasparenza, trasmette.
Con un design innovativo e sperimentale, questa poltrona colpisce per la sua struttura realizzata in rete metallica d’acciaio nichelato, che le conferisce un aspetto etereo, sfidando le aspettative legate a un materiale tipicamente industriale. Il sottile intreccio di maglia metallica è un chiaro richiamo al forte background modernista di Kuramata, che ha saputo trasformare un materiale grezzo in un’opera dal fascino immateriale.
Nonostante la rigidità apparente del metallo, la “How High the Moon” sorprende per il comfort offerto, dimostrando come design e funzionalità possano fondersi armoniosamente. Le curve scultoree si bilanciano perfettamente con le superfici piane, mentre la trasparenza del materiale alleggerisce l’intera struttura, donandole una qualità quasi onirica.
Questa poltrona si spinge oltre il semplice arredamento, entrando a pieno titolo nel regno dell’arte pura. Ogni dettaglio è studiato con precisione, e la lavorazione artigianale che ne consente la realizzazione è tutt’altro che semplice: centinaia di saldature singole, una fitta maglia di metallo stampata e pressata, successivamente ricoperta da uno strato di rame o nickel. Un processo complesso e laborioso, che la rende un vero e proprio pezzo di design pregiato.
Prodotta da Vitra, oggi la “How High the Moon” è disponibile esclusivamente attraverso aste online, confermando il suo status di pezzo da collezione, ambito dagli amanti del design e dell’arte contemporanea di tutto il mondo.
2002 – LCP LOUNGE – MAARTEN VAN SEVEREN PER KARTELL

La sedia LCP (Lounge Chair Plastic), disegnata nel 2002 da Maarten Van Severen, designer minimalista belga, per Kartell è un capolavoro di design essenziale.
Realizzata in un unico foglio di policarbonato trasparente, la poltrona LCP è un perfetto esempio di leggerezza visiva e innovazione tecnologica.
Con una particolare lavorazione, il policarbonato viene piegato su sé stesso, dando vita a una silhouette continua e fluida, che la fa sembrare quasi sospesa nello spazio.
Nonostante il suo aspetto delicato la LCP è sorprendentemente resistente ed elastica, capace di garantire comfort e stabilità.
Disponibile in una palette di colori traslucidi – in edizione limitata anche in colori fluo – che esaltano la luminosità e la trasparenza del materiale.
Questa poltrona è una celebrazione dell’equilibrio tra forma e funzione. La LCP è perfetta per ambienti moderni e sofisticati.
E’ una poltrona pensata per chi desidera un pezzo esclusivo, in grado di unire innovazione, eleganza e unicità.
1990 ROSE CHAIR MASANORI UMEDA PER EDRA

La Rose Chair, progettata nel 1990 dal celebre designer giapponese Masanori Umeda per il brand Edra, è una poltrona stravagante ma elegante che richiama la forma di una rosa. Questo capolavoro di design si distingue per i suoi morbidi petali, realizzati interamente a mano e rivestiti in pregiato velluto, che donano un tocco di lusso e raffinatezza.
Frutto di una lunga e attenta lavorazione artigianale, la Rose Chair è pensata per unire estetica e comfort. I petali, che costituiscono sia l’imbottitura sia la struttura della seduta, vengono modellati singolarmente per garantire la massima qualità al prodotto.
La struttura portante è realizzata in metallo con piccoli inserti in legno sagomato, mentre l’imbottitura è composta da poliuretano espanso e Dacron, materiali scelti per assicurare morbidezza e resistenza. Le gambe della poltrona sono in alluminio tornito, spazzolato e verniciato, con una finitura trasparente essiccata in forno che ne esalta la qualità e la durata. Le creazioni di Masanori Umeda sono spesso definite postmoderne, grazie alla loro capacità di fondere poesia, ironia e funzionalità. Il suo stile rappresenta una perfetta sintesi tra la cultura orientale e quella occidentale, mescolando tradizione e innovazione in modo armonioso.
La Rose Chair non è solo un pezzo d’arredamento, ma un’opera d’arte che trasforma lo spazio in cui viene inserita, evocando emozioni e incantando con la sua bellezza senza tempo.
2006 – VOIDO – RON ARAD PER MAGIS

La Voido è una poltrona a dondolo dal design iconico, ideata nel 2006 dall’architetto e designer israeliano Ron Arad per l’azienda italiana Magis, rinomata per la sua capacità di unire sperimentazione, tecnologia e design d’avanguardia.
A prima vista, la Voido colpisce per la sua apparente semplicità, che cela in realtà una complessità progettuale e produttiva notevole. Realizzata in polietilene mediante la tecnica dello stampo rotazionale, presenta una superficie opaca o lucida a seconda della finitura scelta. Le sue linee fluide e flessuose, unite a uno stile giocoso e sbarazzino, ne fanno un elemento d’arredo scultoreo capace di catturare l’attenzione e diventare protagonista in qualsiasi ambiente.
Perfetta per gli interni moderni e contemporanei, la Voido si adatta anche agli spazi esterni nelle versioni con finiture impermeabili, grazie alla sua alta resistenza agli agenti atmosferici. La leggerezza del polietilene e la sua forma ergonomica assicurano un comfort avvolgente, mentre la funzione a dondolo aggiunge un elemento di dinamismo e relax.
Il lavoro di Ron Arad si distingue per la continua sperimentazione e combinazione di materiali come acciaio, alluminio e poliammide. L’attenzione alla forma è il cuore della sua filosofia artistica e progettuale, e nella Voido questa visione trova una delle sue massime espressioni: un equilibrio perfetto tra design scultoreo, funzionalità e innovazione tecnologica.
Oggi, la Voido rimane uno dei pezzi più rappresentativi del design contemporaneo, amata da collezionisti e appassionati per la sua estetica unica e la sua versatilità.
22. 2010 – NEMO – FABIO NOVEMBRE PER DRIADE

«Nonostante mi senta profondamente un uomo della mia epoca, le origini greche della mia terra natia mi fanno associare Nemo a Odisseo, Il nome diventa una maschera usata per nascondere l’identità.» dichiara Fabio Novembre, designer italiano, ideatore di questa poltrona, così recente nella storia del design.
La poltrona Nemo debutta al Salone del Mobile 2010, ma è già famosissima a livello internazionale, divenuta immediatamente popolare.
La poltrona Nemo ed è la manifestazione di un design che celebra il volto umano, al suo interno, quasi inaspettatamente, rivela una seduta, Fabio Novembre sceglie la progettazione di mobili per raccontare storie, la figura umana è spesso protagonista, con la poltrona Nemo, un volto dalle caratteristiche classiche nasconde una poltrona avvolgente.
Poltrona di grande impatto scenografico e dal forte potere evocativo, capace di imporsi come una presenza di forte carattere in qualsiasi ambiente.
Driade la produce dal suo esordio, proponendone diverse versioni.
2024. TWAIN – KONSTANTIN GRCIC PER MAGIS

L’ultimo progetto del tedesco Konstantin Grcic, designer di fama mondiale che vanta una lunga carriera caratterizzata da un’attenzione meticolosa ai dettagli e alla funzionalità, vincitore del Compasso d’Oro per la lampada My Day di Flos nel 2001; la sedia Myto di Plank nel 2011 e la lampada OK di Flos, mentre, la sua iconica Chair One di Magis è nella collezione permanente del MoMA di New York.
Con la poltrona Twain, Grcic cambia il suo approccio al design, pur restando fedele al principio secondo cui ogni elemento estetico debba avere anche una funzione.
La poltrona Twain si distingue per la solida struttura in faggio e per una combinazione di materiali che esaltano estetica e funzionalità. Si tratta di una poltroncina bassa con braccioli in legno massello, con sedile e schienale in tessuto autoportante. Il cuscino della seduta è rivestito in tessuto sfoderabile, mentre i braccioli sono realizzati in cuoio pieno fiore. La cinghia di tensionamento in poliammide garantisce stabilità, e lo schienale può ruotare per un maggiore comfort.
Ispirata alla classica Safari Chair, Twain adotta un approccio sostenibile grazie all’uso di materiali naturali come legno, cuoio e tessuto. Inoltre, esiste una versione speciale in collaborazione con la designer Hella Jongerius, rivestita con un drappo dalle fantasie da lei disegnate.
Versatile ed elegante, questa poltrona si adatta a qualsiasi stile d’arredo ed è disponibile in diverse combinazioni di colori vibranti.
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