Met Gala 2025: l’evento di moda più atteso torna con il tema “Superfine: Tailoring Black Style”

Met Gala 2025: l’evento di moda più atteso torna con il tema “Superfine: Tailoring Black Style”

Aprile è ormai arrivato e sono molti gli appassionati di design, specialmente dell’area fashion, che attendono, smaniosi, una nuova edizione di quello che, ormai, possiamo definire il più famoso e atteso carpet (con scala) dell’anno: quello del Met Gala.

Che cos’è il Met Gala

Met Gala 2025

Il Met Gala, anche chiamato “Costume Institute Gala”, è nato nel lontano 1948 come semplice raccolta fondi, trasformandosi nei decenni successivi in un vero e proprio show per il quale, oggi, le celebrità si “sfidano” a colpi di couture, vestite dai migliori designer in circolazione, i quali sono chiamati ogni volta a seguire uno specifico tema dettato dal Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York.

Il tema del Met Gala 2025: Superfine – Tailoring Black Style

Come ogni anno, non tenendo in considerazione gli anni 2000, 2002 e il “buco temporale” causato dalla pandemia covid, il primo lunedì di maggio si tiene la nuovissima e attesissima edizione del Met Gala, questo 2025 con tema: “Superfine: Tailoring Black Style”.
Era dal 2003, con il titolo “Men in skirts” (uomini in gonna), che non si puntavano i riflettori sulla moda prettamente maschile, ma siamo ora pronti a farlo con questa edizione tutta dedicata al Black Dandy. Dopo tempi oscuri di marginalizzazione e razzismo, la comunità nera trova un autorevole spazio nell’eleganza e nella moda per affermare la propria identità.

Specialmente parliamo dell’importante ruolo che, tra XVIII e XIX secolo, gli uomini neri, sempre più lontani dalla schiavitù, hanno ricoperto, iniziando ad utilizzare l’abbigliamento come strumento di libertà e ribellione.
A discapito di femminilità e imponenti abiti con strascico, è probabile dovremo aspettarci stravaganti e molteplici completi giacca-pantalone, tipici del guardaroba maschile, sul celebre tappeto della nuova edizione.


Dalle origini agli anni Settanta

Il secondo dopoguerra si apre con interi Stati distrutti e stanchi, i quali devono ricostruire ogni pezzo di una società demolita in modo cruciale. Durante la guerra il settore della moda non aveva certamente spazio, per ovvie questioni di moralità ed economia.
Più ci si allontana dal famoso 1945, l’anno che segna la fine di quel terribile scontro mondiale, e più si intravedono spiragli di luce. Uomini e donne hanno voglia di ripartire, di sentirsi liberi, spensierati, vivi e la moda coglie facilmente questi sentimenti: dapprima con Dior a Parigi, che con il “New Look” restaura e rilancia l’alta moda francese, e poi, tra i vari, con Eleanor Lambert, una pubblicista americana, la quale nel 1948 concepisce il primo Met Gala.

Le origini del Gala

Si trattava di un’elegante cena al costo di 50 dollari, pensata per raccogliere fondi da devolvere al neonato Costume Institute del Met (Metropolitan Museum of Art), ove partecipavano figure di spicco dell’alta società newyorkese e della moda.
Il Met Gala mantenne questa dinamica fino al 1972, quando Diana Vreeland – direttrice Vogue dal 1962 – divenne consulente tecnico del Costume Institute e accrebbe la fama dell’evento introducendo i temi specifici per ogni edizione seguente, rendendo l’occasione un rito sempre più prezioso, vetrina per designers e celebrities, dove moda e arte si fondono in storie uniche, narrate dagli abiti in tema.


Anna Wintour e la svolta moderna del Met Gala

met gala 2025 Anna Wintour

L’attuale direttrice di Vogue America, la conosciutissima Anna Wintour, prende in mano il coordinamento dell’evento dal 1995, trasformando il modello di Diana Vreeland in uno vero e proprio spettacolo senza pari, dove gli invitati sono selezionati esclusivamente dalla stessa, tenendo conto della loro rilevanza all’interno di diversi settori, tra cui moda, arte e spettacolo.

Il Met Gala nell’era contemporanea

Il Met Gala di Anna Wintour, con biglietti che costano fino a 50.000 dollari, è ormai diventato un colosso di portata internazionale, dove stilisti e celebrità si contendono l’invito per esibire abiti e look straordinari in tema, futuri scatti iconici della cultura moderna.
Anche la cena seguente al carpet è curata nei minimi dettagli e prevede spettacoli dove alcune celebrità coinvolte nell’evento sono chiamate per esibirsi in una ‘private performance’ degna di nota: ricordiamo, per esempio, Madonna nel 2018 e Ariana Grande nel 2024.

Temi memorabili firmati Wintour

I temi scelti da Anna Wintour sono tutti legati a tematiche fashion di grande rilievo, chiaramente intrecciate con questioni sociali e culturali di spicco.
Ricordiamo:

  • Alexander McQueen: Savage Beauty (2011)

  • Heavenly Bodies: Fashion and Catholic Imagination (2018)

  • Sleeping Beauties: Reawakening Fashion (2024)


Met Gala 2025 Lady Gaga

I co-chair dell’edizione 2025

Per ogni Met Gala sono scelti alcuni “co-chairs”, solitamente quattro co-presidenti che affiancano Anna Wintour.
Questo 5 maggio 2025, a ricoprire questo ruolo saranno:

  • Pharrell Williams, cantante, produttore e direttore creativo uomo di Louis Vuitton

  • A$AP Rocky, rapper

  • Lewis Hamilton, pilota

  • Colman Domingo, attore

Tutti scelti per la loro influenza e importanza nell’esplicare quotidianamente il concetto di Black Dandy come stile di vita.
Non dimentichiamo LeBron James (dalla squadra di basket “Los Angeles Lakers”), al quale è stato affidato il ruolo di presidente onorario.


Look leggendari e momenti iconici

Co-chair celebri del passato

Ricordiamo, tra i vari co-chairs degli anni passati:

  • Lady Gaga (2019), arrivata sul carpet con quattro stravaganti look indossati “a cipolla” e creati da Brandon Maxwell

  • Rihanna (2018) in versione Papessa, vestita da Margiela by John Galliano

  • Blake Lively (2022) con un couture dress firmato Atelier Versace, ispirato ai principali monumenti di New York e trasformabile durante il passaggio sul red carpet


Il lavoro delle maison: l’arte dietro ogni creazione

Soffermiamoci un momento su queste ultime righe scritte. Cerchiamo di comprendere quanto incredibile sia il lavoro svolto dalle Maison di moda per questo attesissimo evento, quante le mani coinvolte nella creazione di queste opere d’arte “high fashion”, complesse nella fattura e ricche di straordinari dettagli, ricami e applicazioni.

Pensiamo ai concept partoriti da ognuna di queste aziende, per seguire il tema indicato e tradurlo con una visione unica, innovativa e preziosa, sempre ricca di riferimenti culturali e storici.

In merito non possiamo escludere la storia del mantello giallo indossato da Rihanna nel 2015, un capo che è diventato icona dal primo istante, un capo che sui social è apparso in ogni variante sotto forma di meme e parodia, un capo che ha incoronato la cantante come regina dei Met.
Il mantello, firmato dalla stilista cinese Guo Pei e utilizzato per l’edizione con tema “China: Through the Looking Glass”, è chiaramente ispirato alla tradizione cinese, pesa più di 25 chili e, da quanto riportato, è stato costruito e ricamato a mano in quasi due anni.


Il Met Gala come riflesso della società e della cultura contemporanea

Il Met Gala ci permette di sognare, di osservare infinite testimonianze di Alta Moda, tutte concentrate in un’unica serata.
È la dimostrazione tangibile di quanto questo settore sia potente e di quanto rappresenti un perenne specchio della nostra società, dei suoi cambiamenti, gusti e interessi.

Ora non ci resta che attendere con il fiato sospeso la nuova edizione, che – vista la tematica – ci porta a pensare che il tappeto sarà invaso da eleganti e coloratissimi completi maschili di alta sartoria.
Sarà così?

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